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Persuasione: 2 parole da usare e 1 da evitare


Persuasione: 2 parole da usare e 1 da evitare
Ci sono alcune parole dolcemente persuasive.

Ci sono alcune parole che, quando le usiamo, motivano con dolce determinazione le persone ad acconsentire alle nostre richieste.

Queste parole/espressioni sono rese ancora più potenti dal fatto che al giorno d’oggi (ahimè!) iniziano ad essere desuete cioè, come la parola che ho appeno usato, sono ormai poco utilizzate.

Ce ne è poi una che, incomprensibilmente, è invece molto diffusa nelle richieste che si fanno e, al contrario di quelle sopra, indebolisce, rischia di “appannare” il grado di autorevolezza di chi le usa nella percezione delle altre persone.

Curiosità di sapere quali sono?

Eccole!

La prima parola è… Grazie NOE Formazione

Se ti dico “Grazie” per qualcosa, qual è la risposta spontanea che ti viene di darmi?

Sono sicuro che sei una persona educata e quindi immagino che la tua risposta spontanea sia “Prego”.

La parola “Grazie”racchiude un forte potere persuasivo per i condizionamenti culturali ed educativi che la maggior parte delle persone hanno ricevuto da piccoli.

C’è da aggiungere che, nonostante L'educazione ricevuta, spesso le persone hanno perso l’abitudine a dire “Grazie” quando ricevono qualcosa (un gesto, un favore) dagli altri.

Allo stesso modo sono ormai (tragicamente) abituati anche a non ricevere “Grazie” dagli altri quando fanno qualcosa per loro. Di default siamo ormai abituati alla “scortesia” e alla mancanza di riconoscimento (sia di darlo che di riceverlo)

Questo ha reso ancora più potente il termine “Grazie”, perché le persone non “ci contano” più, non se lo aspettano.



Quando diciamo “Grazie” è come un inaspettato raggio di luce.

Dire “grazie” è una forma di gentilezza e dimostrazione di educazione che favorisce l’impatto positivo e favorisce quindi l’instaurarsi “rapido” di una buona relazione con chi lo riceve.

“Grazie” chiama “Prego”, crea legame e lo fortifica.

Per avere un buon feedback relazionale a volte basta anche solo un “Sì, Grazie” in risposta a qualcuno che ci propone qualcosa.

Dire semplicemente “no, Grazie” è sufficiente per rifiutare una richiesta esprimendo il proprio diritto di dire di “NO” con dolce determinazione, senza compromettere i rapporti (e senza esigenza di doversi giustificare ulteriormente per il proprio rifiuto).

Questo vale sia per la vita privata che sul lavoro.




Anche il più dinosauro degli imprenditori ha ormai capito che non sono più i tempi di “Ti pago e quindi ci mancherebbe anche altro che tu non faccia quello che ti chiedo

Un “Grazie” può essere un “motivatore” anche più efficace di un riscontro economico per un lavoro effettuato.

La “paga” a fine mese è il minimo per mantenere un posto di lavoro, dare e ricevere “Grazie” è un riconoscimento del valore di quanto operato e contribuisce (spesso anche più dei soldi) a motivare la collaborazione reciproca e a continuare a fare bene con impegno costante.

Usare “Grazie” prima di una nostra richiesta favorisce persuasivamente anche il suo accoglimento.

Ti ringrazio della tua scelta di leggere anche la prossima riga di questo articolo.

Hai visto? Funziona!

Altri esempi pratici da utilizzare nella vendita, sul lavoro o nella vita privata?

Grazie in anticipo del tuo ascolto”, “Grazie del tuo darmi farmi finire quello che sto dicendo prima di intervenire”, “Grazie in anticipo del riscontro che mi fornirai”, “Grazie da subito per la tua risposta”.

Ora che hai capito come usare il potere del “Grazie” vuoi anche conoscere la parola, spesso abusata, che rischia di invece minare la tua autorevolezza?

La parola è… “Scusa”.

Scusa


Che dici? Anche chiedere scusa è una forma di rispetto ed educazione?

Sono d’accordo, a patto che venga usata in maniera appropriata.

Se sbaglio qualcosa, chiedo scusa. Se faccio un torto a qualcuno, lo riconosco e chiedo scusa.

Se chiedo qualcosa a qualcuno però lo “Scusa” lo evito.

“Scusa, mi dedichi un minuto?”, “Scusa, ho una cosa da dirti”, (in veste di cliente) “Scusi, mi fa vedere quel prodotto?”

Ma di che ti scusi?

Vali meno della persona a cui rivolgi la richiesta?


Quello che hai da dirmi è così poco importante che ti devi scusare prima di dirmelo?

In veste di cliente, non è forse tuo diritto che ti venga mostrato un prodotto/servizio prima di valutarne l’acquisto?

È una questione di gioco di specchi e se vuoi approfondire quello a cui mi riferisco puoi farlo in questo articolo sugli "Specchi di relazione nella Comunicazione".

Se fossi lì al tuo fianco mentre leggi queste righe potresti forse a questo punto interrompere la lettura per chiedermi: “ma Scusa, ma allora come posso farti una domanda con educazione senza “abbassarmi” sotto il tuo livello usando a introduzione la parola “Scusa”?”

A questa tua domanda risponderei “Ma di che ti scusi?” e poi aggiungerei “Per favore, ti faccio una domanda: l’aver introdotto questa mia domanda che ti faccio ora usando Per favore”anziché Scusa, l’ha resa meno educata?"

Se non l’hai già fatto, probabilmente stai per sorridere ora, perché hai capito qual è la 2^ parola “magica” persuasiva del titolo dell’articolo per essere persuasive nel fare richieste… esatto, è proprio “Per favore” 🙂✔️👍🏻


Federico Olivati

Socio NOE Formazione, Coach e Trainer Corsi Public speaking , Tecniche di Vendita e Negoziazione Persuasive (ed etiche) , Comunicazione Efficace Immediata